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Il serpente-gatto, una sorta di Basilisco vive nelle montagne della Val Grande Ossolana?

La Val Grande nell’Ossola è una zona montuosa situata tra la Svizzera e il Lago Maggiore, è così vasta che alcune sue zone sono impervie e ad oggi ancora inesplorate. Sarà per questo che molte leggende degli abitanti della zona si riferiscono a misteri o ad apparizioni di animali sconosciuti?

La leggenda del serpente-gatto si perde nella notte dei tempi fino ad arrivare ai giorni nostri. Le riviste della zona del Verbano Cusio Ossola hanno pubblicato parecchi articoli dedicati allo strano animale,  si tratta di una creatura, corpo da serpente con la testa simile ad un gatto e con corte zampette anteriori della lunghezza di circa tre centimetri. Gli ultimi avvistamenti risalgono agli inizi degli anni novanta ed agli inizi del nuovo secolo.

Nel 1990 due escursionisti trovano all’ Alpe Lusentino, delle strane ossa di una creatura sconosciuta, la ricomposizione di tali ossa porta sommariamente alla visione di un animale ignoto della lunghezza di circa 70 cm,  apparentemente un rettile o sauro. Nell’anno successivo un altro escursionista, mentre raccoglieva funghi, notava tra la vegetazione qualcosa di strano. Durante l’intervista rilasciata ad un’emittente locale, l’escursionista raccontava: “Ho visto una bestia che si muoveva a zig zag, aveva  fianchi grigio chiaro e il dorso più scuro; il muso piatto ed era fornito di una cresta, gli occhi e lo sguardo erano inquietanti, rimasi pietraficato…non avevo visto mai niente di simile. Era un mostro!”

Nello stesso luogo dell’avvistamento, vennero ritrovate ossa che avevano le stesse caratteristiche di quelle rinvenute nel 1990. I resti sono stati portati per essere esaminati, alla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano ed al Museo di Scienze Naturali. I risultati delle analisi non hanno dato, ad oggi, nessuna valutazione esplicativa.

Nel 2003, sempre nella stessa zona, un’escursionista alpinista ha dichiarato di aver incontrato sul suo cammino una misteriosa creatura, un serpente con gli occhiali. Tale animale  ricorre sovente  nei racconti leggendari degli anziani montanari della zona ossolana, chiamato  “il Sarpent dai vgiài” (il serpente con gli occhiali) o “Sparsòr”.  La leggenda narra che sia capace di uno sguardo ipnotico e di diffondere nell’aria,  anche a distanza, un tanfo pestilenziale.

Alcuni studiosi ritengono che ci si trovi di fronte ad un caso di criptozoologia. Il Verbano Cusio Ossola e tutta la Val Grande sarebbero luoghi di dimora di specie animali non definite e misteriose che nei secoli  potrebbero avere ispirato i racconti leggendari del Basilisco.

E’ altresì vero che un “serpente con le zampe” esiste realmente nei manuali di zoologia, trattasi di un Anfisbena che si chiama Ajolote e vive in California (Stati Uniti d’America).

Chissà mai che un domani gli studi e le ricerche degli zoologi, potranno risolvere il mistero del serpente-gatto ossolano, riservandogli un posto di diritto nei manuali di zoologia?

 Daniela Bonanno Conti

 

 

 

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